Aziende
Il giardino naturale
Il giardino naturale

a cura di Fabio Guarneri, WWF Svizzera, Presidente «Alleanza Territorio e Biodiversità» | 

La situazione generale | Già oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città. In Svizzera, quasi tre persone su quattro vivono in un agglomerato o nei suoi immediati dintorni. Le conseguenze sono una crescente espansione delle aree edificate. Questo fenomeno è particolarmente forte anche in Ticino e si accompagna a una progressiva diminuzione degli spazi naturali e agricoli. Questo causa sia una riduzione della varietà paesaggistica, sia una maggiore frammentazione del territorio. La velocità di avanzamento di questo processo è molto elevata, basti pensare che in Svizzera annualmente viene consumata una superficie pari all’incirca a 30 km². La conseguenza è una costante perdita di biodiversità. Nel nostro paese, infatti, un terzo delle specie animali e vegetali esaminate è in pericolo. Inoltre, lo sviluppo urbanistico avviene prevalentemente nelle zone pianeggianti, cioè dove si concentra un maggior numero di specie animali e vegetali grazie alla presenza di condizioni più favorevoli.

La realtà ticinese | Nel nostro Cantone, due fattori principali minacciano la biodiversità locale: alle quote basse (specialmente nel Sottoceneri) vi è l’espansione delle aree edificate; a quota più elevata, invece, si ha il progressivo avanzamento del bosco a scapito di superfici agricole estensive importanti per la biodiversità quali pascoli e prati secchi, alpeggi, ecc. Il risultato è la distruzione o la frammentazione degli habitat di pianura e la riduzione della diversificazione degli ambienti di media e alta quota.

Biodiversità nel Sottoceneri, una responsabilità ancora maggiore | La pressione sulla natura e il territorio del Sottoceneri avviene in un’area molto particolare e importante per la biodiversità. Infatti, alcuni anni fa il WWF EALP (Programma Europeo delle Alpi) con il contributo dei maggiori esperti in biodiversità alpina ha identificato le aree geografiche più importanti per la flora e la fauna nelle Alpi (1). In queste aree prioritarie per la protezione della biodiversità vi è il Sottoceneri. Il Sud del Ticino è infatti inserito nell’area denominata Regione dei laghi insubrici che comprende il Sottoceneri, l’Alto Lario e le Valli di Varese.

Le città di fronte alla biodiversità | Per sopravvivere alla scomparsa degli ambienti naturali, diverse specie animali e piante si rifugiano in ambienti “sostitutivi” di origine umana. Spesso, infatti, negli agglomerati vi sono numerosi spazi di piccole dimensioni e molto diversificati che presentano alcune caratteristiche degli ambienti naturali o che sono idonei ad accogliere specie animali e vegetali. Si tratta di spazi come i giardini semi-naturali  di vecchie case, orti estensivi, scarpate incolte al bordo di strade, zone ruderali di cantieri o depositi, veri e propri lembi di bosco inglobati dalla città, argini di corsi d’acqua, ecc. In questi spazi “sostitutivi” spesso vi sono altri vantaggi quali l’assenza di caccia, la minor presenza di predatori o di pesticidi e una certa abbondanza di cibo. Tutto ciò permette di trovare in città un numero di specie paragonabile, se non superiore, a quello di zone agricole intensive o altre aree apparentemente naturali.

Uno studio condotto dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL e dall’Università di Berna conferma questi dati (2). Lo studio denominato “BiodiverCity” ha preso in esame le città di Lugano, Zurigo e Lucerna nelle quali sono stati realizzati degli appositi censimenti. I risultati ottenuti sono sorprendenti. A Lugano, ad esempio, sono state censite 260 specie tra insetti, uccelli e pipistrelli che corrisponde ad un numero di specie comparabili a quelle presente in ambienti naturali. Inoltre, sempre a Lugano, sono state scoperte tre specie di invertebrati nuove per la Svizzera, tra le quali una specie di ape selvatica. Vista questa ricchezza di specie è importante che le città mettano in pratica delle politiche concrete di tutela del loro patrimonio naturalistico.
 
Patrimonio sempre più in pericolo anche a causa di una progressiva “banalizzazione” (3) degli spazi verdi rimasti o di nuova creazione. In città si dovrebbe, invece, realizzare una gestione che valorizzi gli spazi verdi e liberi e che permetta alla ricca fauna e flora urbana di sopravvivere e di crescere. La sopravvivenza dell’abbondante biodiversità urbana non dipende infatti solo dalla presenza dei diversi ambienti, ma anche da come sono gestiti. Una gestione più naturale avrebbe quindi dei risvolti positivi sia  sulle specie animali e vegetali sia sulla qualità di vita dei cittadini.

  1. www.wwf-si.ch
  2. Maggiori informazioni sullo studio «BiodiverCity» su: www.wsl.ch
  3. Per banalizzazione si intende aree in cui vi sono poche specie vegetali, spesso non indigene con prevalente funzione estetica e/o ornamentale. Queste tipologie di spazio verde non favoriscono né la tutela, né la diffusione della biodiversità.

Diverse città stanno sperimentando con successo questa nuova politica fatta spesso di piccoli accorgimenti quali:

  • sfalcio meno frequente della vegetazione spontanea dei bordi delle strade e dei marciapiedi, lasciando delle strisce incolte, più “naturali”, importanti per fiori e insetti come api e farfalle. Un approccio simile può essere adottato anche per i giardini condominiali, i parchi pubblici e le aree industriali, tramite tagli a strisce o a mosaico;
  • messa a dimora prevalente di specie indigene per la creazione di nuovi spazi verdi e gestione più estensiva, lasciando fare alla natura il suo corso. In questo modo, non solo si favorisce una maggiore biodiversità ma si riducono spesso anche i costi di gestione. Lo stesso discorso può naturalmente essere fatto per le piante che si mettono nei vasi sui terrazzi;
  • sfruttamento delle superfici piane dei tetti dei palazzi per creare dei veri e propri “tetti verdi”. Vista la sempre maggiore densità dell’abitato, le superfici dei tetti acquistano un ruolo sempre più importante nel fornire spazio alla natura. A Lugano, ad esempio, si stima che la superficie occupata da edifici ammonti a circa 1’923’000 m² di cui la metà presenta tetti piatti. Se questi venissero trasformati in “tetti verdi” si potrebbe recuperare una superficie di verde pari a circa 961’500 m² (1). Se fossero poi realizzati con specie indigene e gestiti in modo estensivo si avrebbe un importante apporto alla biodiversità in ambito urbano;
  • realizzazione di orti urbani possibilmente gestiti con metodi biologici su proprietà pubbliche o private. I vantaggi sono notevoli e vanno dalla produzione di cibo a “chilometro zero” fino ad una maggiore socializzazione delle persone.

Il progetto dell’Alleanza territorio e biodiversità | Proprio per contribuire a preservare il prezioso patrimonio naturalistico presente negli agglomerati, lo scorso mese di maggio, è stata presentata dall’Alleanza territorio e biodiversità (2), un progetto rivolto alla tutela degli ambienti e delle specie presenti in ambito urbano. Il progetto prevede una serie di azioni che possono essere condotte singolarmente o insieme. Queste vanno dalla gestione più naturale dei giardini e dei balconi fioriti, alla diffusione degli orti e degli alberi da frutto di specie rare, fino alla sensibilizzazione di adulti e bambini. Il progetto è stato accolto favorevolmente dalla città di Lugano (3).

Conclusioni | Per fermare la perdita di biodiversità occorre agire tutti insieme su più fronti. Un esempio è il progetto realizzato dall’Alleanza territorio e biodiversità rivolto proprio alla tutela degli ambienti e delle specie presenti in ambito e urbano. Un contributo fondamentale possono però portarlo i professionisti del verde grazie al loro ruolo fondamentale sia nel sensibilizzare la popolazione e i loro clienti, sia agendo concretamente proponendo progetti e giardini più “naturali”. Specializzarsi in questo settore può aprire anche nuove prospettive lavorative verso privati, comuni e imprese che sempre più numerosi decidono di impegnarsi a favore della biodiversità.

  1. Dati forniti da i.cup, Institute for the Contemporary Urban Project, USI Accademia di Mendrisio
  2. Maggiori informazioni: www.alleanzabiodiversita.ch
  3. www.alleanzabiodiversita.ch  e www.lugano.ch
Il giardino naturale Il giardino naturale Il giardino naturale
Torna indietro
Iscriviti alla newsletter