Aziende
Il giardino in un vaso
Il giardino in un vaso

Sistemi ed allestimenti, professionali o casalinghi

di Luca Antonini, giardiniere paesaggista | 

È un grande argomento d’attualità l’inverdimento di terrazze, di tetti piani e di zone pavimentate, atti a creare intimità, zone di ritrovo, angoli freschi, nascondere o inverdire facciate e creare divisione tra confinanti. Ci sono innumerevoli sistemi di approccio professionale alla materia che si divide già in 2 grossi capitoli:

  • Verde mobile, che riguarda vasi e vasche di vario materiale.
  • Vasche fisse, eventualmente già predisposte in fase di costruzione dell’immobile, per esempio come riparo contro le cadute dalle terrazze o dai tetti piani.

Vi è poi l’allestimento “casalingo” creato da un semplice vaso con gerani sul davanzale o un’orticello in terrazzo. In questo caso non abbiamo molti problemi, facciamo le nostre scelte riguardanti le piante e i vasi, facendoci consigliare da uno specialista per il tipo di terriccio da utilizzare, per l’esposizione necessaria alle piante o per l’irrigazione. Un lavoro professionale, invece, comincia ad essere più impegnativo, visto che non sarà pensato per una o due stagioni, ma per diversi anni. Si comincerà con l’acquisizione di informazioni quali i desideri del cliente su piante, vasi o vasche. Sarà compito del professionista consigliare il cliente motivando le proprie decisioni.

  • Spesso le grandi problematiche che incontriamo sono:
  • Qual’è la portata del tetto?
  • L’isolazione esistente resiste al carico?
  • Vi sono accessi per la manutenzione?
  • Abbiamo l’acqua a disposizione?
  • La casa è primaria o di vacanza?
  • L’evacquazione delle acque è idonea?
  • Esiste già una protezione anti radici?
  • Le vasche in getto sono abbastanza resistenti e isolate contro gli sbalzi termici?
  • Abbiamo i permessi per questo tipo di inverdimento?
  • A livello di sicurezza come siamo messi?

Ricordiamoci che una vasca importante peserà almeno 500 kg al m², calcolando i drenaggi, la terra, le piante, il tutto con la massima capienza di acqua ed eventualmente la neve. Non dimentichiamo che una vasca deve sempre avere una circolazione d’aria al di sotto di essa, quindi sarà appoggiata su dei piedini; quindi il calcolo del peso dovremo dividerlo per ogni appoggio e non sulla superficie totale. Molti tetti o terrazze vengono impermeabilizzati con schiume e materiali compositi per evitare problemi di stabilità e tenuta. Ricordiamoci anche della meteo: le piante alte faranno leva con il vento e vi è il pericolo che la nostra vasca si rovesci. 

Come ogni giardino anche le nostre fioriere o vasche necessiteranno di manutenzione, quindi è consigliabile garantire un’accesso comodo. Spesso gli interventi di manutenzione vengono effettuati direttamente dall’appartamento, occorre dunque disporre una protezione sui pavimenti e sulle pareti per il trasporto dei materiali; non è permesso l’utilizzo dell’ascensore per il trasporto di certi materiali o è riservato solo ai residenti. Le nostre piante, anche con un lavoro eseguito a regola d’arte, non reagiranno come se fossero in piena terra: il caldo, l’aria secca, le correnti d’aria, il calore emanato dalle pavimentazioni, il sole riflesso e l’irregolarità nelle manutenzioni, potrebbero stimolare malattie crittogamiche o parassitarie, quindi dovremo anche  intervenire con dei trattamenti.

L’acqua è importantissima per queste piantagioni, molto di più rispetto a un giardino in piena terra. La crecita delle piante in vaso è condizionata dalla quantità di terra limitata; anche in vasi di grosse dimensioni, entro tre o quattro anni, le radici avranno occupato l'intero volume, quindi le piante sopravviveranno solo con l’apporto di acqua, concime e materia organica. A dipendenza della tipologia delle piante o al loro fabbisogno, si progettarà un impianto d’irrigazione automatico con le specifiche necessarie delle piante.

L’evacuazione dell’acqua va sempre garantita e ci saranno accorgimenti da prendere per la salvaguardia delle caditoie o delle prese d’acqua, delle reti per riparare dalle foglie e dai fiori sfioriti. Le radici, a contatto diretto con le nostre condotte, potrebbero creare problemi; occorre creare dei bordi in ghiaia accertandosi di posare del geotessile per impedire il miscelamento tra substrato e drenaggio. Le radici, inoltre, pongono un problema specialmente in caso di vasche in getto diretto: bisogna sempre creare una protezione, ad esempio con materiali tipo Sarnafil, per impedire loro di intaccare la struttura. 

Eventualmente ci sarà da prendere in considerazione un’isolazione termica delle fioriere; certi materiali come terra cotta o calcestruzzo, non sono soggetti a grossi sbalzi di temperatura mentre eternit, materiali plastici o materiali compositi, invece sì, con conseguenti problemi alle radici delle piante. Abbiamo le autorizzazioni necessarie per l’impianto delle nostre fioriere? Spesso siamo obbligati a provvedere ad un inverdimento supplementare del nostro oggetto, specialmente in oggetti di grandi dimensioni come case plurifamigliari. Frequentemente andremo a lavorare ad altezze ragguardevoli, per questo dovremo sempre garantire la sicurezza dei nostri collaboratori, sia in fase di costruzione, sia in fase di manutenzione. Gli organi competenti e le varie organizzazioni sono molto severi in questi casi. Abbiamo molteplici possibilità di allestire la fioriera o la vasca, condizionate dalla tipologia delle piante, dalla loro crescita, dal tipo di terreno che necessitano, dalla loro migliore esposizione. Ciò che non cambia in nessun modo, è come strutturare la nostra fioriera.

In base al tipo di materiale scelto, bisogna vedere se occorre un’isolazione termica per non esporre l’apparato radicale a repentini sbalzi di temperatura, solo in seguito penseremo al tipo d’isolazione necessaria, idrica, contro le radici, per salvaguardare la struttura. Fatto ciò, in ogni tipologia, si dovrà creare un drenaggio con materiali quali l’argilla espansa, la ghiaia, il lapillo vulcanico, la pietra pomice e con diverse granulometrie. Sia in vasche con scarico diretto, sia con riserva d’acqua, sopra questo strato, che varia da 1/3 a 1/5 della loro altezza totale, procederemo alla stesura di un geotessile con peso massimo di 150 gr/m², ma attenzione: certi tipi di geotessile fanno ritenzione idrica e certi no. Ciò impedirà, al momento del riempimento con il substrato, che i vari strati si miscelino. Il substrato sarà una miscela di vari materiali organici e minerali, con caratteristiche specifiche necessarie ai nostri vegetali; se pianteremo delle acidolfile, il substrato sarà leggero, con un pH basso, che trattenga l’umidità ma che asciughi anche velocemente per evitare ristagni d’acqua; se pianteremo delle graminacee, il substrato avrà un pH basico, povero di materia organica, asciutto, poroso. Se volessimo fare un orto, avremo bisogno di un substrato basico, ricco di materia organica, drenante, profondo, per ogni tipologia di piante. Ricordiamoci sempre anche il tutoraggio: il continuo movimento del fusto potrebbe danneggiare l’apparato radicale, quindi la pianta perderebbe anche il suo potere di assorbimento degli elementi nutritivi tramite i peli radicali, inoltre, il peso alto della chioma, potrebbe insidiare la stabilità della struttura.

Il giardino in un vaso Il giardino in un vaso Il giardino in un vaso Il giardino in un vaso Il giardino in un vaso
Torna indietro
Iscriviti alla newsletter