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Il giardino in un vaso
Il giardino in un vaso

Introduzione

di Kiwy Varalli, architetto paesaggista | 

Immaginiamo una domenica mattina: siamo svegli e insonnoliti. Facciamo colazione, guardiamo fuori dalla finestra, scrutiamo il paesaggio e sogniamo di passare una splendida giornata felice e serena prima di ributtarci nella routine settimanale.

Decidiamo di uscire a passeggiare e dopo un primo susseguirsi di case, costruzioni e strade, giungiamo alla meta finale: una zona verde. Che sia un bel parco, la riva di un fiume o un boschetto, noi ci rigeneriamo e ci rassereniamo. Prendiamo una bella boccata d’aria e sentiamo tutto il profumo della stagione in corso. Notiamo i fiori sbocciati, le nuove foglie appena germinate, l’autunno o il riposo dell’inverno. Godiamo insomma del sereno e naturale svolgimento della vita. Si può quindi dire che, in mancanza di un giardino, inverdire il terrazzo, il davanzale o l’interno di un appartamento, con piante o fiori, influenza l’umore e aumenta il piacere di abitarci. Uno spazio senza verde rimane sterile, anonimo e apatico. Da sempre l’uomo è cresciuto in mezzo alla natura ed essa lo ha nutrito, protetto e riscaldato; è solo negli ultimi decenni che si è perso questo contatto. L’avere una pianta a casa può quindi far ritrovare un po’ di questo contatto e di conseguenza farci sentire più a nostro agio. Oltre a ciò, una pianta non solo rende felici, ma è pure un ottimo regolatore d’umidità e di temperatura. Infatti, grazie all’evaporazione naturale, le piante permettono di tenere l’aria umida durante il periodo invernale quando i termosifoni la seccano, mentre nel periodo estivo, le piante permettono di rinfrescare l’ambiente.

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